Guilty Crown episodio 1 [Prime Impressioni]

Uno degli anime più interessanti di questa stagione, povera di prodotti che ne valgono veramente la pena c’è “Guilty Crown”, un opera apparentemente imponente, strutturata in una Tokyo del 2039 ed il design futuristico che ha questa città ai giorni d’oggi, non fà che migliorare l’aspetto di questa storia. In questo futuro, ben dieci anni prima, ovvero 2029 tutto il Giappone è stato invaso da un misterioso Virus chiamato ““Lost Christmas”. Dopo questo piccolo intro sul paesaggio ed il mondo che ci circonderà, sicuramente ricco di robot e strani poteri oscuri, un giovane studente di nome “Shu Ouma” si rende il perfetto protagonista di questa avvincente storia con una base post apocalittica. Questo giovane ragazzo non ha molta dimestichezza nel farsi degli amici, non sapendo mai di cosa parlare e cominciare una vera discussione. Per questo cerca sempre di adattarsi al meglio nelle conversazioni senza però, dire i suoi veri pareri o ideali, rendendosi solo simpatico agli altri, nascondendo il suo vero carattere, ma questo è l’unico modo per farsi degli amici. Il carattere del protagonista è lineare con molti anime, infatti il protagonista un pò associale o sfigato, non di certo la star o il più popolare con le ragazza sembra avvicinarsi e farsi piacere di più verso il pubblico, così spesso incontriamo questa tipologia di protagonista silenzioso e timido. Forse il mistero di Shu lo rende a modo suo, un personaggio interessante. Come tutti i giorni fa merenda in una vecchia fabbrica abbandonata ed incontra una strana ragazza dai capelli rosa ed uno strano abito, probabilmente la sua dolce voce che canta una canzone lo immobilizza per ascoltare questa soave canzone. Ma il contatto tra i due è inevitabile, finisce col dargli la sua merenda e lei senza dire altro continua a cantare. Ma la ragazza dice solo di dover portare il Gai da qualche parte e proprio quando stanno per parlare dei militari irrompono e la portano via. Shu è impotente, ed il suo carattere lo impedisce di fare l’eroe ed aiutarla, così l’unica cosa che può fare è nascondersi e lasciarla a questi uomini. Shu non fà che incolparsi della sua inutilità in tutto questo, ma il robot della ragazza si anima e gli mostra una mappa, probabilmente il luogo dove portarlo, per completare la missione della ragazza. Il buon cuore del ragazzo, lo convince nel portare il Gai nel luogo sulla mappa dandolo ad una strana ragazza con delle orecchie da gatto, apparentemente molto Tsundere. Poco dopo incontriamo il probabile capo di questa alleanza, un biondino incredibile abile con le arti marziali, senza girarsi molto in torno gli chiede se per codardia ha abbandonato la donna con il Gai. Prima di rispondere una guerra esplode nella città ed il ragazzo biondo dice a Shu di non permettergli di prendere la ragazza. Anche se non sà come fare a prelevarla, ora mai è coinvolto emotivamente con tutto quello che stà succedendo, probabilmente non se ne rende neanche conto. Ma fortunatamente riesce a raggiungere la ragazza, che si trova in grave pericolo, circondata da due robot. Questa volta reagisce e senza pensarci due volta corre verso di lei cercando di salvarla, il robot spara ad una boccetta che ha nel taschino e Shu e la ragazza entrano in un modo parallelo, dove Shu prende un sigillo sulla mano destra e la ragazza si offre come per essere usata e dal suo petto esce una spada enorme. Ma a parte questo Shu ha un piccolo flash back, qualche ricordo dentro di se di una ragazza molto somigliante a lei gli dice di usare il suo potere. In qualche modo il ragazzo riesce a formare uno scudo per proteggere se stesso e la ragazza dai missili dei robot, per poi annientarli in un sol colpo. Come primo episodio ha sicuramente un grande impatto, visto che ha tutto quello che serve per far venire una gran voglia di saperne di più riguardo la storia, visto le alte scene di combattimento che ci sono. Una delle cose che ho molto apprezzato sono le svariate inquadrature e scene curate incredibilmente bene, arricchite da giochi di luci che arricchisce questo ottimo prodotto. Però anche l’orecchio vuole la sua parte, tralasciando le sigle d’apertura e di chiusura, fatte con questa voce incredibilmente femminile ma soffice, le colonne sonore e le musiche sono anche esse ottimali, perfettamente congeniate rendendolo un grande capolavoro. Insomma, come avrei potuto abbandonare una serie di questo grosso impatto uditivo e visivo, con una storia che sicuramente sarà ricca di eventi impensabili, consiglio tutti di vedere questa opera.

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