RAINBOW: Nisha Rokubou no Shichinin episodio 3

Joe come abbiamo visto nella precedente puntata, non è riuscito a scppare anzi ha passato due settimane in cella d’isolamento; pazientemente ha atteso di ritornare nel Blocco 2 cella 6 dove c’erano i suoi compagni, amici. Quando tornò fu accolto dai suoi amici, in particolare da Sakuragi che disse “il tuo viso è ferito, è un peccato per un brav’uomo” e con uno sguardo amichevole lo fece commuovere fin che non pianse dalla gioia di essere tornato dagli amici. Joe gli racconto che ha visto sua sorella e si scuso con gli altri per essere stati puniti per causa sua, Nomoto lo insultò dicendo che tutto quello che ha tentato di fare è stato inutile e che ha sofferto per niente; Sakuragi lo fermò chiedendogli perch’è stà dicendo che è stato tutto inutile, non sono i risutati che contano. I tipi come loro rischiano la vita per la più sottile delle occasioni, anche se falliscono; per questo motivo il loro coraggio è il loro ultimo raggio di speranza le parole dette da Sakuragi sono state sepolte nelle profondità dei loro cuori. Ishihara una delle guardie del penitenziario vede Nomoto molto solitario così decide di parlargli, per farselo amico e incastrare Sakuragi, così gli dice che Sakuragi è in galera per aver ucciso i suoi genitori. Così in mensa Nomoto racconta tutto al resto del gruppo, chiaramente Sakuragi se la prende e gli mette le mani addosso, viene richiamato dalla guardia e successivamente viene punito. Tornato in cella cerca di parlare con Nomoto ma lui chiama la guardia e gli chiede se può andare in biblioteca, Mario gli chiede se quello che ha detto Nomoto è vero e riceve un pugno da Sakuragi che dopo aver detto di non ficcare il naso in cose altrui va anche lui in biblioteca. Lividi e ossa rotte possono guarire nel tempo ma un cuore segnato da parole non si può semplicemente ricucire, una miserabile cella infernale, dove l’amore e la fiducia non possono crescere, questo è ciò che si cela dietro a quelle sbarre. Nomoto viene beccato a nascondere delle sigarette in un libro, e Ishihara lo minaccia dicendo di dare la colpa a Sakuragi se non vuole essere giustiziato al posto suo. Sakuragi sente tutto il discorso, intanto spicca un incendio fuori dalla biblioteca causato dalla sigaretta buttata da Nomoto, la guardia viene incaricata di far uscire dalle celle tutto il blocco 2, dove ci sono anche i nostri amici. La guardia butta via la chiave della loro cella, pensando che Sakuragi era all’interno, Ishihara dice a Nomoto di fargli da testimone che la chiave della loro cella non c’era così che non li può far evacuare. Nomura fuori dalla prigione piange sentendosi in colpa e vedendo la cella in fiamme, con stupore della guardia vedendo Sakuragi fuori dalla cella, infatti lui era in biblioteca e non nella cella. Sakuragi chiede a Nomoto dove siano gli altri e lui dice di non sapere niente, poi vede la loro cella in fiamme e comincia ad andare a salvarli. Nomoto gli chiede se vuole andare a salvarli, poi prosegue dicendo che nessuno di loro crederà il lui, inutile tentare di fare il figo per poi morire provando a salvarli, secondo Nomoto loro non non lo considerano nemmeno più un amico; Sakuragi gli risponde che forse sarà come ha detto, ma lui gli ha considerati sempre suoi amici. Nomoto non capisce perch’è lui si stia spingendo così oltre, lui è sempre vissuto senza aver dato fiducia agli altri e che a lui importava solo sopravvivere, e pensa ad un dubbio “e se il suo stile di vita non fosse giusto?” Sakuragi potrebbe non farcela in tempo, potrebbe non essere in grado di salvarli, ma se non tena ora non avrà una seconda possibilità, csì corse tra le fiamme e il fumo in una situazione senza speranza per salvare i suoi amici.